Francia

In Francia, la questione dell’alternanza si compone di un quadro complesso e alquanto variegato che prevede diversi dispositivi di realizzazione. Esiste un’alternanza obbligatoria nell’ambito delle formazioni professionali (dal CAP al BTS, al Bac pro), sia “sous statut scolaire” (stages) oppure nell’apprendistato. Pertanto si può affermare che siano presenti entrambe le tipologie di alternanza: l’alternanza formativa e l’alternanza lavorativa. Questa modalità di apprendimento è stata, inoltre, recentemente introdotta anche a livello di collège, a partire dalla classe 4ème (penultimo anno della scuola secondaria di I grado).

Quadro Legislativo

Livello secondario di primo grado (collège)

  • Decreto del 29 maggio 1996concernente l’organizzazione della formazione al collège.
  • Circolare del 28 marzo 2003: preparazione del rientro 2003 nelle écoles, collèges e lycées, allegato 2: procedure organizzative per l’attuazione dell’alternanza nel collège.
  • In particolare la circolare del 2003 indica nel suo allegato 2 i principi e le modalità di realizzazione dell’alternanza. Queste procedure organizzative rappresentano una delle possibilità derogatorie offerte dal decreto del 29 maggio 1996 concernente l’organizzazione della formazione al collège. L’importanza accordata alle modalità di realizzazione dell’alternanza al collège è riaffermata nella circolare del 2004 relativa alla preparazione del rientro scolastico 2004.
  • Decreto del 26 agosto 2003: modalità di accoglienza in ambito professionale di alunni minori di 16 anni.
  • Circolare dell’8 settembre 2003: modalità di accoglienza in ambito professionale di alunni minori di 16 anni.
  • Circolare del 27 gennaio 2004: preparazione del rientro 2004 nelle écoles,collèges e lycées.
  • Arrêté del 2 luglio 2004, applicabile a partire dall’a.s. 2005-2006, prevede in particolare, per la classe 3e (quarto e ultimo anno delcollège), un insegnamento facoltativo di 3 ore dedicato alla scoperta professionale al fine di offrire agli alunni una più ampia apertura sul mondo professionale e aiutarli a costruire in maniera più consapevole il proprio progetto di orientamento.
  • Loi d’orientation et de programme pour l’avenir de l’écoledel 23 aprile 2005 : legge di orientamento e di programma per il futuro della scuola.

 

Livello secondario di secondo grado

  • La nuova Legged’orientation et de programme pour l’avenir de l’école del 23 aprile 2005, che modifica e arricchisce la legge d’orientation dell’89, fornisce il quadro generale di riferimento legislativo anche per l’istruzione secondaria di secondo grado.
  • Per la definizione dell’orientamento generale dell’istruzione professionale si deve far riferimento principalmente alle seguenti leggi:
  • Legge di orientamento del 10 luglio 1989, da cui ha origine l’estensione degli stages in impresa. In essa, inoltre, si stabiliva l’obiettivo di portare l’80 % di una classe di età al livello delbaccalauréat, così come quello di vedere in 10 anni la totalità di una classe di età raggiungere almeno il livello CAP (Certificat d’aptitude professionnelle) o BEP (Brevet d’études professionnelles).
  • Legge del 20 dicembre 1993: legge quinquennale concernente il lavoro, l’impiego e la formazione professionale che permette l’apertura di sezioni di apprendistato negli istituti scolastici.
  • Legge di modernizzazione sociale del 17 gennaio 2002: integrazione dell’articolo L. 900-1 del codice del lavoro con la “validation des acquis des expériences – VAE” (validazione delle esperienze pregresse).
  • Legge del 4 maggio 2004relativa alla formazione professionale e al dialogo sociale che ribadisce l’obbligo nazionale a provvedere alla formazione professionale lungo tutto l’arco della vita.
  • Legge di orientamento e di programma per il futuro della scuola del 23 aprile 2005: conferma, nel rapporto allegato, l’obiettivo fissato dalla legge dell’89 di garantire che il 100% degli studenti abbia acquisito al termine della formazione scolastica un diploma o una qualifica riconosciuta.
    Nella legge, si precisa, inoltre, che viene rilasciato un bollino di “liceo dei mestieri” a quegli istituti che soddisfano criteri definiti a livello nazionale. Tali istituti offrono in particolare formazioni tecnologiche e professionali la cui identità è costruita attorno a un insieme coerente di mestieri (cfr. più avanti).
  • Queste leggi sono completate da diverse azioni ministeriali concernenti l’organizzazione della scolarità e i diplomi della formazione professionale, in particolare:
  • 7 aprile 2000: istituzione di un ministro delegato dell’istruzione professionale.
  • 13 novembre 2002: presentazione al Consiglio dei Ministri, da parte di Luc Ferry, l’allora ministro dell’istruzione, di una comunicazione sulla valorizzazione del percorso professionale e della formazione ai mestieri: sviluppo delle “classi in alternanza” (vd più avanti) in cui gli alunni potranno seguire a partire dalla 4ème (terzo anno delcollège, istruzione di I grado della durata di 4 anni) tradizionale dei corsi più orientati verso il percorso professionale, che prevedano la combinazione di insegnamenti generali e professionali con la scoperta dei mestieri; sviluppo dei “licei dei mestieri” che raggruppano tutti i livelli di formazione dal CAP alla licenza professionale in un indirizzo dato.
  • 16 ottobre 2003: Renaud Dutreil, segretario di Stato per le piccole e medie Imprese, il Commercio, l’Artigianato, le professioni liberali e il consumo, rende pubblico un “libro bianco” sulla riforma dell’apprendistato, successivamente nelfebbraio 2004 presenta al consiglio dei ministri un piano di riforma dell’apprendistato.
  • Accordo nazionale interprofessionale del 5 dicembre 2003, relativo all’accesso dei lavoratori dipendenti alla formazione professionale lungo tutto l’arco della vita.
  • Legge del 31 marzo 2006 per le pari opportunitàche istituisce un “apprendistato junior” accessibile ai giovani a partire dall’età di 14 anni (in particolare articoli 2 e 3).

Sintesi elaborata da EurydiceItalia